Il signore di Alassio
Mentre in albergo stava chiacchierando con un amico, Bernardo vide un bambino che lo indicava alla mamma, gridando:
- Mamma, mamma, il signore di Alassio! Il signore di Alassio! Guarda, guarda è lui! E’ lui! -
La madre si voltò a guardarlo e Bernardo credette di riconoscere la signora, ma non di certo il ragazzino, il quale invece si sbracciava a salutalo. Anche la madre sembrò riconoscerlo e si avvicinarono.
-Lei è il signore che ha salvato mio figlio nel mare di Alassio, ricorda? E’ successo anni fa, ma Paoletto non si è mai dimenticato di lei. -
La signora era contenta di rivederlo e mostrava un’aria di grande affabilità.
-Alassio? Ah sì! Certo!- fece Bernardo- Il bambino che stava affogando. Non mi dica che è lui! E’ molto cresciuto e non l’avrei riconosciuto. -
-A quei tempi aveva cinque anni, adesso ne ha dieci ed è molto sviluppato. Lei è stato eccezionale e se non fosse intervenuto, Paoletto sarebbe sicuramente morto. Mi creda, le saremo grati per la vita. -
Infatti, un’estate di alcuni prima, Bernardo e sua moglie avevano affittato una bella villa ad Alassio per trascorrervi due mesi al mare. Erano stati felici e beati e andavano sempre a nuotare. Che senso di pace in quella villa! Il mare era là vicino e ne udivano lo sciabordio. La natura li circondava e di notte, la luna splendeva alta nel cielo, illuminando d’argento la tranquilla superficie marina. Sembrava un paesaggio di fiaba; lui era stato pervaso da un senso d’euforia e avvertiva d’essere in armonia con il mondo intero. La visione di quel mare infinito e del cielo trapunto di stelle lo aveva stordito. Di giorno sguazzavano nel mare e si facevano vicendevoli scherzi. Bernardo aveva scoperto un anfratto della costa, dove vi era uno scoglio molto alto. L’aveva scalato e da lassù aveva visto, ai suoi piedi, un mare azzurro e brillante, e poi la costa che sporgeva come una cresta intorno alla baia. Era tornato sul suo scoglio di mattino molto presto e tutto era silenzioso e immobile. L’acqua era ferma e liscia come l’olio. Non si udiva che il motore di qualche motoscafo in lontananza e il grido dei gabbiani che volavano bassi sul mare. Vicina vi era anche la spiaggia dove, con la moglie, andava per usufruire degli ombrelloni e delle sedie a sdraio.
Un giorno il mare era molto agitato e i bagnini sconsigliavano di fare il bagno. Invece un bambino spericolato, disubbidendo alla madre, si era buttato in acqua. In men che non si dica la violenza dei cavalloni l’aveva trascinato via e lui aveva cominciato a gridare aiuto.
I bagnini avevano cercato di raggiungerlo con il sandolino, ma erano scaraventati lontano dalla corrente, dunque se nessuno fosse intervenuto lanciandosi in mare per salvarlo, il bambino sarebbe certamente affogato.
Bernardo non ci aveva pensato due volte e si era buttato, mentre la moglie gli gridava disperata di non farlo. Il marito invece, sapeva in cuor suo, che preferiva che lo facesse, che si mostrasse coraggioso e sprezzante del pericolo pur di salvare una vita umana. Preferiva sempre l’altruismo anzitutto.
Aveva affrontato il mare e aveva creduto di non farcela e di annegare; poi era arrivato vicino al bambino e lo aveva visto già privo di forze e semi svenuto. L’aveva afferrato con tutte le sue forze e aveva nuotato sorreggendolo con la testa fuori dall’acqua. Quando era arrivato in prossimità della spiaggia, alcuni coraggiosi avevano fatto una catena di braccia per aiutarlo e lui aveva affidato loro il bambino. Quindi si trattava di salvarsi a sua volta, ma era stremato e si stava lasciando andare, quando aveva udito le urla della moglie. Allora aveva combattuto contro i cavalloni e la violenza della corrente. C’era riuscito ed era arrivato a riva, dove la moglie l’aveva abbracciato terrorizzata e felice.
La madre del bambino si era mostrata molto grata per il suo gesto. In seguito, Bernardo e la moglie erano andati in ospedale a trovare il piccolo che era stato ricoverato.
Paoletto era lì nel lettino, lo guardava e domandava: - Mi hanno detto che sei il signore che mi ha salvato. Sei tu davvero? -
-Sì, sono proprio io e sono contento d’averlo fatto, giovanotto. -
-Io non ti dimenticherò mai signore, lo sai? -
E così era stato veramente. Paoletto non si era mai più scordato di lui.